Metodo Lualdi per la Corsa

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Dopo tanti anni in cui ho fatto l’atleta, di soppiatto e senza quasi rendermene conto ho iniziato a fare l’allenatore per gli atleti che praticano la corsa, portandomi dietro tutto il bagaglio di esperienza e di conoscenza che tanti bravi preparatori atletici e allenatori mi hanno trasmesso, insieme ai loro saggi consigli.

In carriera, però, mi è capitato di imbattermi anche in allenatori saccenti ed impreparati, i cui programmi altro non erano che un “copia-incolla”, scopiazzato da libri di metodologia sportiva, tralasciando però un elemento molto importante cioè l’aspetto emotivo dei propri atleti.

L’amore per la corsa e per i suoi innumerevoli benefici mi hanno sempre più coinvolto nel cercare di capire quali potessero essere i benefici anche nell’ambito della riabilitazione post infortunio.

La massofisioterapia e la riflessologia plantare possono e devono lavorare insieme a questa nobile disciplina. La sinergia di questi elementi, fa sì che si ottengano buoni risultati sulla rigenerazione dei tessuti, sull’infortunio dei muscoli e tendini, ma soprattutto si riducono i tempi di recupero. Dalla mia esperienza lavorativa come massofisioterapista, riflessologo plantare, ed allenatore posso confermare tutto questo e sostenere che in un piano riabilitativo tutti questi elementi dovrebbero essere presenti.

Volutamente non entro nel merito della preparazione atletica con tabelle e carichi di lavoro in quanto qualsiasi preparazione atletica deve essere fatta su misura su ogni singolo atleta.

Non mi trovo per nulla d’accordo sulla metodologia di allenamento che si basa solo su carichi di lavoro massacranti durante tutta la settimana, per ottenere “forse” un risultato vincente.

Purtroppo, in questi anni ho dovuto visitare molti corridori sia professionisti che non, per innumerevoli traumi da stress a carico dell’articolazione dell’anca, del ginocchio, della caviglia e dei piedi con ripercussioni a carico anche del distretto ormonale, quest’ultimo soprattutto nelle donne (assenza del ciclo mestruale).

L’attività atletica prima di tutto deve migliorare le nostre prestazioni sportive ed in secondo luogo deve essere somministrata a piccole dosi per dar modo al nostro organismo di riconoscere i benefici e di potersi adattare al carico del lavoro senza combinare pasticci.

Bisogna rispettare i nostri piedi e dar loro il tempo di recuperare i km fatti, soprattutto se su terreni molto duri.

Infine, non di minor importanza sono le motivazioni che spingono ogni atleta a praticare sport, diffidiamo di allenatori che mettono al primo posto il proprio obiettivo.

L’allenatore ideale dovrebbe, in primo luogo, essere una persona disponibile, ascoltare i propri atleti e poi decidere con massima trasparenza il da farsi. Do per scontato che il continuo aggiornamento sia alla base di un buon lavoro da proporre.

Per ottenere un buon risultato che si tratti di un professionista o di un amatore bisogna prediligere gli allenamenti lunghi e lenti, questo permetterà di ridurre il peso del soggetto e di conseguenza aumenterà sia la capacità aerobica che la velocità di avanzamento migliorando poi di gran lunga i tempi.

Per ottenere un buon allenamento bisogna rispettare i cicli circadiani;  il termine “circadiano”, fu coniato da Franz Halberg, e deriva dal latino circa diem che significa appunto “intorno al giorno”.

Alcuni esempi sono il ritmo veglia-sonno, il ritmo di secrezione del cortisolo e di varie altre sostanze biologiche, la variazione della temperatura corporea e di altri parametri legati al sistema circolatorio.

Per tutti questi buoni motivi è preferibile allenarsi al mattino e se fosse possibile anche a stomaco vuoto, dopo aver bevuto almeno 2 bicchieri di acqua naturale.

Buona corsa a tutti.

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