Metodo Lualdi per il Triathlon

Triathlon

Prima di addentrarmi nella metodologia di allenamento o di dare dei consigli per migliorare la propria preparazione sportiva per il triathlon è utile conoscere in breve la storia di questa bellissima triplice disciplina.
La prima gara nasce da una scommessa tra un gruppo di amici su una spiaggia di Honolulu, alle Hawaii, nel 1977. Si domandavano se la gara più dura dal punto di vista della resistenza fosse la Waikiki rough water swim di 3,8 km a nuoto o fosse la 112 mile (180 km) bike race Around Oahu, o the Honolulu Marathon di corsa di km 42,195. Il comandante della marina John Collins suggerì di combinare le tre prove in un’unica gara. Quel giorno nacque l’Ironman delle Hawaii.
Da quel primo triathlon le cose sono cambiate molto.
Possiamo affermare che questo sport, al di là delle leggende, è alla portata di tutti. La crescita e il numero dei praticanti ha fatto sì che con una lenta, ma costante evoluzione, il triathlon approdasse ai giochi olimpici di Sydney 2000. Il triathlon è uno sport giovane, in questi anni si sono sviluppate molte metodologie di allenamento anche in funzione delle diverse e distanze.
Il triathlon è composto, da tre discipline di tipo aerobico, quindi da tre discipline di fondo che presuppongono un diverso impegno dal punto di vista dei distretti muscolari interessati in ogni singola disciplina.
Mi permetto di dare solo tre utili consigli per ottenere il massimo da questa disciplina, partendo dall’individualità di ogni singolo triatleta, neofita o professionista, senza conoscere né l’obiettivo né la distanza che si vuole percorrere né tanto meno il tempo da dedicare per preparare una gara.
Il primo consiglio, a mio avviso, il più utile per non andare incontro a stress sia fisico che mentale è quello di non allenarsi con carichi di lavoro duri cioè ripetute su distanze che vanno dai 200 MT ai 2000 MT dopo le 19, e se proprio non se ne può fare a meno, fare solo con una corsa lenta.
Il secondo è bere un’ottima acqua naturale in tutta l’arco della giornata, in base alle singole richieste e fabbisogni fisiologici di ognuno di noi.
Il terzo ed ultimo consiglio è quello di sottoporsi a sedute di riflessologia plantare con cadenza mensile per prevenire infortuni e soprattutto tenere sotto controllo l’ormone “nemico” il cortisolo.
Il cortisolo infatti viene notoriamente definito l’ormone dello stress perché la sua produzione aumenta in condizioni di stress psico-fisico severo, per esempio dopo esercizi fisici estremamente intensi e prolungati e quando ci alleniamo in tarda serata.
Buon triathlon a tutti.

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