“Non lasciare che un dolore al piede fermi la tua passione. Se sei un runner, sai che ogni appoggio conta. Il Metodo Lualdi non è solo un trattamento: è un sistema di preparazione e risoluzione dei problemi pensato per chi non vuole scendere a compromessi con la propria corsa.”
L’appoggio perfetto non esiste, esiste il tuo.
Ogni runner ha una meccanica unica. Il Metodo Lualdi non si limita a trattare il dolore, ma analizza le tensioni muscolari che causano l’infiammazione. Attraverso la massofisioterapia decontratturante e il riequilibrio dei punti riflessi, aiutiamo l’atleta a ritrovare un appoggio fluido, riducendo l’impatto sulle articolazioni e velocizzando i tempi di recupero dopo gare o allenamenti intensi.
Da atleta ad allenatore
Dopo tanti anni in cui ho fatto l’atleta, di soppiatto e senza quasi rendermene conto, ho iniziato a fare l’allenatore per chi pratica la corsa. Ho utilizzato tutto il bagaglio di esperienza e conoscenza che tanti bravi preparatori atletici e allenatori mi hanno trasmesso: ho ancora ben chiaro in mente i loro saggi consigli.
Nella mia carriera di atleta mi sono imbattuto anche in allenatori saccenti e impreparati. I programmi di questi ultimi erano per lo più un “copia e incolla” da libri di metodologia sportiva. Da loro ho imparato che bisogna sempre tenere conto di una cosa fondamentale: l’aspetto emotivo dei propri atleti.
L’amore per la corsa e per i suoi innumerevoli benefici mi hanno sempre più coinvolto. C’è stata sempre la ricerca di un connubio nell’ambito della riabilitazione post infortunio supportati da massofisioterapia e la riflessologia plantare.
La sinergia di corsa e le fondamenta del Metodo Lualdi a oggi permettono di ottenere buoni risultati sulla rigenerazione dei tessuti, sull’infortunio dei muscoli e tendini e sulla riduzione dei tempi di recupero.
La precedente tesi è avvalorata dalla mia esperienza lavorativa come massofisioterapista, riflessologo plantare e allenatore, avendo aiutato tanti atleti (professionisti e non) a migliorare le loro performance sportive anche dopo infortuni importanti. L’esperienza di oltre 20 anni di studio massofisioterapico conferma che in un piano riabilitativo tutti gli elementi precedenti devono essere presenti.
Oltre la cura: la tua preparazione atletica
Molti si rivolgono a me solo quando il dolore diventa insopportabile. Ma il vero segreto dei runner che non si fermano mai è la manutenzione preventiva. Come risolutore e preparatore, intervengo sulla tua struttura per:
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Sbloccare le tensioni profonde: Liberare la catena muscolare posteriore per una falcata più fluida.
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Ottimizzare l’appoggio: Correggere i micro-difetti posturali che ti fanno sprecare energia e causano infiammazioni.
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Accelerare il recupero: Eliminare i cataboliti muscolari dopo le gare o i lunghi, preparandoti subito per l’allenamento successivo.
Risoluzione rapida degli infortuni del Runner
Soffri di Fascite Plantare, Tendinite d’Achille o Sindrome del Piriforme? Invece di limitarti a riposare e aspettare (senza risultati), il Metodo Lualdi agisce subito sulla causa meccanica del problema. Utilizzo la Riflessologia Plantare e la Massofisioterapia per:
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Spegnere l’infiammazione agendo sui riflessi nervosi.
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Decontratturare i tessuti che bloccano il movimento.
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Riportarti in strada nel minor tempo possibile, con una consapevolezza nuova del tuo corpo.”
Preparazione atletica su misura
Chi si rivolge a Metodo Lualdi per migliorare le sue performance di corsa si potrà trovare spiazzato nel constatare che la preparazione atletica evita di prevedere tabelle e carichi di lavoro prestabiliti. Qualsiasi preparazione atletica deve essere realizzata su misura su ogni singolo atleta considerando tutti i fattori che, giorno per giorno, influenzano lo stato di salute.
Inoltre il Metodo Lualdi si basa su allenamento aerobico e anaerobico che devono essere dosati correttamente per migliorare le proprie prestazioni di velocità. Si sconsiglia fortemente la metodologia di allenamento che si basa solamente su carichi di lavoro massacranti, per ottenere “forse” un risultato vincente durante la gara.
Allenamenti massacranti e totalmente anaerobici creano stress nel fisico dell’atleta che hanno portato nei nostri studi molti corridori (professionisti e non), con innumerevoli traumi da stress. I pazienti curati hanno riportato problemi a carico dell’articolazione dell’anca, del ginocchio, della caviglia e dei piedi. Da notare che le ripercussioni dei traumi da allenamenti errati sul fisico nelle donne sono anche causa di problemi nel distretto ormonale, portando perfino all’assenza del naturale ciclo mestruale.
L’attività atletica prima di tutto deve migliorare le nostre prestazioni sportive e, in secondo luogo, deve essere somministrata a piccole dosi. Solamente seguendo le corrette indicazioni il nostro organismo riconoscerà i benefici e si adatterà gradualmente al carico di lavoro senza incorrere in problemi e infortuni.
Bisogna sempre rispettare i nostri piedi, calzando scarpe da corsa adatte e dando loro il tempo di recuperare i km percorsi, soprattutto se su terreni molto duri.
Le motivazioni dell’atleta: linfa vitale dell’allenamento
Infine, non di minor importanza sono le motivazioni che spingono ogni atleta a praticare sport. E’ sconsigliabile affidarsi ad allenatori che mettono al primo posto il loro obiettivo.
L’allenatore ideale dovrebbe, in primo luogo, essere una persona disponibile, ascoltare i propri atleti e poi decidere con massima trasparenza il da farsi.
Un continuo allineamento allenatore – atleta è alla base di un buon lavoro e di ottimi risultati.
Per ottenere buoni risultati, sia che si alleni un professionista sia un amatore, bisogna prediligere gli allenamenti lunghi e lenti. Questo tipo di allenamento permetterà di ridurre il peso del soggetto e, di conseguenza, aumenterà sia la capacità aerobica che la velocità di avanzamento, con l’effetto collaterale di migliorare di gran lunga i tempi.
Per ottenere un buon allenamento bisogna rispettare i cicli circadiani; il termine “circadiano”, fu coniato da Franz Halberg, e deriva dal latino circa diem che significa appunto “intorno al giorno”. Alcuni esempi di ciclo circadiano sono il ritmo veglia-sonno, il ritmo di secrezione del cortisolo e la variazione della temperatura corporea.
Per tutti i suddetti motivi è preferibile allenarsi al mattino, preferibilmente a stomaco vuoto, dopo aver bevuto almeno 2 bicchieri di acqua naturale.
Buona corsa a tutti.
Il mio metodo per la corsa tiene conto anche delle patologie della crescita: scopri come gestiamo il Morbo di Osgood-Schlatter nei giovani atleti.
F.A.Q.
R: Sì. Attraverso l’analisi e l’ottimizzazione dell’appoggio plantare, eliminiamo i “freni” biomeccanici. Una corsa efficiente riduce la dispersione di energia e le tensioni muscolari parassite, permettendoti di mantenere ritmi più elevati con un minor sforzo cardiaco e muscolare.
R: Il momento ideale per una seduta di riequilibrio è 3-4 giorni prima dell’evento. Questo lasso di tempo permette al corpo di metabolizzare le correzioni biomeccaniche e di arrivare alla partenza con muscoli elastici, articolazioni libere e la massima reattività del piede.
R: Nella maggior parte dei casi, il Metodo Lualdi mira a non sospendere totalmente l’attività. Invece di un riposo forzato che spesso è controproducente, lavoriamo per correggere la causa del sovraccarico. Adattiamo il carico di lavoro in base alla risposta dei tessuti, permettendoti di mantenere il tono muscolare mentre la fascia guarisce.
R: Certamente. Il Metodo Lualdi non “blocca” il piede (come farebbe un plantare rigido), ma educa il piede a gestire correttamente il carico durante la rullata. Che tu sia un pronatore o un supinatore, l’obiettivo è rendere il tuo appoggio funzionale per evitare che la catena cinetica di tutta la gamba possa crearti problemi a caviglie, ginocchia, anca e schiena.
CORRI PIÙ VELOCE, RECUPERA PRIMA
Dalla biomeccanica del piede al trattamento dei tessuti profondi.
Scopri perché i runner scelgono il Metodo Lualdi per superare i propri limiti.
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