LA  RIFLESSOLOGIA PLANTARE

riflessologia plantare

LA STRUTTURA DEI NOSTRI PIEDI

I nostri due piedi contengono un quarto delle ossa di tutto il corpo umano.

Ogni piede ha 33 articolazioni, 26 ossa, (28 se si comprendono le ossa sesamoide costanti del piede),107 tendini e legamenti, 19 muscoli, e 75.000 punti di percezione di Pacini, innumerevoli nervi e vasi sanguigni che sono collegati al cuore, al midollo spinale e al cervello, ovvero a tutti gli organi del nostro corpo.

I corpuscoli di Pacini ( nome del medico che li ha scoperti) percepiscono le vibrazioni che muovono i tessuti e i nocicettori consistono di terminazioni nervose libere che captano le percezioni del piede in contatto con il mondo circostante. I corpuscoli si dividono in meccanici (che rispondono a stimoli tattili forti) e termici (che rispondono a temperature estreme).

Il compartimento articolare del piede influisce sullo sviluppo del nostro organismo permettendo di evolverci e di sviluppare tutti i nostri sistemi ormonali e non.

Il movimento dei nostri piedi, attivato da una semplice camminata, permette  la regolarità anche del nostro intestino dando vita ad una corretta evacuazione quotidiana.

Dobbiamo sempre prendere sul serio i segnali che i piedi ci inviano, trattarli bene e dare importanza a tutti i sintomi che si manifestano.

Sottovalutare un qualsiasi sintomo dei piedi può portare a conseguenze di disagio di tutto il nostro corpo come l’aumento di peso (si cammina di meno) o dolori diffusi a tutto il corpo dovuti ad una postura innaturale che si adotta per compensare il problema plantare.

Le conseguenze sono sbilanciamenti di tutta la struttura del corpo umano, aumentano delle probabilità di cadute, fratture, problemi alle ginocchia fino, in alcuni casi, alla perdita della corretta deambulazione permanente.

IL SUCCESSO DELLA RIFLESSOLOGIA PLANTARE

Sono numerose le teorie che illustrano i meccanismi che governano l’efficacia della riflessologia plantare.

La modalità più frequentemente utilizzata nell’ambito della seduta di riflessologia plantare è il movimento del “dito a bruco”.

La pressione esercitata sulle varie zone riflesse invia un messaggio dal centro della sede del dolore (intestino tenue), che a sua volta invierà un messaggio al cervello, stimolandolo a intervenire sui vari organi di riferimento, ripristinando l’equilibrio generale dei vari organi interessati.

I punti riflessi sono paragonabili a degli interruttori di luce, mentre gli organi hanno la funzione di accumulatori di energia. Questa interazione permette di riattivare la circolazione elettrica del nostro organismo e in base alle frequenze elettrolitiche sarà gradatamente eliminata l’anidride carbonica dal corpo.

Il professionista che pratica trattamenti di riflessologia plantare deve per legge aver completato un ciclo di studio specialistico, che può variare da 2 a 3 anni e che deve essere conseguito presso una scuola riconosciuta, che fornisca un diploma di qualifica professionale.

Ogni professionista riflessologo deve mostrare il suo diploma in caso venga richiesto dai pazienti.

La fiducia nella riflessologia plantare, e la costanza nel sottoporsi ai trattamenti, sono requisiti importanti che assicurano il raggiungimento di ottimi risultati.

Il numero delle sedute dipende dalla bravura e dall’esperienza del terapista, nonché dalla collaborazione attiva del paziente.

In particolare, gli sportivi che hanno utilizzato il Metodo Lualdi, hanno tutti beneficiato di un notevole miglioramento delle loro prestazioni, a prescindere dalla disciplina praticata e dalla loro forma fisica prima del trattamento.

Le origini della riflessologia nella notte dei tempi

La riflessologia è un metodo naturale antichissimo che studia i movimenti riflessi del nostro corpo, partendo dai piedi. Questa disciplina risale a migliaia di anni fa, anche se i ricercatori non concordano sul luogo di origine c’è chi sostiene che arrivi dalla Cina, chi dall’India, altri ancora dall’Egitto o che sia eredità degli indiani nordamericani.

Nota originariamente come “terapia zonale”, la reflessologia è un metodo di riequilibrio olistico basato sulla digito pressione dei punti riflessi dei piedi. Attenzione, però, a non confondere questa terapia con un normale massaggio del piede o del corpo.

Parliamo di una tecnica basata sulla pressione di specifici punti riflessologici del piede e che si fonda sulla premessa che tali zone riflessogene hanno delle corrispondenze con tutte le parti del corpo.

Le proprietà della riflessologia plantare odierna

L’accezione odierna della riflessologia deriva dagli studi del medico statunitense W. H. Fitzgerald (1872-1942), il primo a definirla terapia zonale, il quale suddivise il corpo umano con 10 linee verticali partendo dal capo e arrivando fino alle estremità, ovvero mani e piedi. Tutte le linee attraversano organi e apparati che si riflettono sulla superficie della mano e del piede.

Le mani hanno le stesse zone riflessogene dei piedi, ma negli anni sono andate incontro ad una riduzione della capacità propriocettiva; si possono massaggiare qualora non sia possibile l’intervento sui piedi, sui quali si sceglie in genere di lavorare per il fatto che la loro struttura è molto più sensibile e recettiva.

Oggi giorno, la riflessologia più usata è quella plantare, che si basa sul principio secondo cui nei piedi risiedono dei punti che agiscono di riflesso in corrispondenza di tutte le ghiandole, gli organi e le parti del corpo.

Con la stimolazione manuale di tali punti si agisce sugli organi corrispondenti a livello nervoso, circolatorio, linfatico ed energetico, ristabilendo l’equilibrio all’interno del corpo umano, un po’come nell’agopuntura, che agisce a distanza sugli organi attraverso la stimolazione di punti specifici.

Correre a piedi scalzi sull’erba o camminare su un sentiero acciottolato è una inconsapevole auto-massaggio che riattiva la circolazione e il flusso delle correnti di energia all’interno dell’organismo.

La tipica seduta di riflessologia

Durante una seduta tipica di reflessologia, che dura circa un’ora, chi riceve il trattamento avverte diverse sensazioni, che possono variare da un dolore quasi piacevole nel punto del piede stimolato, a una vibrazione o scossa elettrica.

Per esempio, nel preciso momento in cui si fa pressione nel punto che corrisponde alla testa, la persona potrebbe percepire come una sorta di irradiazione di corrente che le attraversa il capo, senza sapere quale punto si sta massaggiando.

Non è necessario soffrire di dolori ai piedi per accorgersi di avere bisogno della riflessoterapia, anche se spesso gli organi malati si fanno sentire proprio col dolore nel punto riflesso sul piede, prima ancora che col dolore dell’organo stesso.

Il paziente tipo del riflessologo

Chi si rivolge alla riflessologia è generalmente una persona abituata a curarsi con metodi naturali, curiosa di conoscere il funzionamento del proprio corpo, convinta che le medicine classiche non possano risolvere ogni problema senza effetti collaterali.

Oppure una persona che ha già provato diverse terapie senza successo, che ha già assunto fin troppi farmaci, o anche un accanito fumatore.

Bisognerebbe, invece, sottoporsi alla riflessologia almeno una volta al mese anche stando bene (o credendo di star bene), per il valore preventivo di questo trattamento e per rivalutare l’importanza del benessere del piede, tanto bistrattato dalla moda attuale, che lo costringe in scarpe a punta, tacchi troppo alti e materiali inadeguati.

Un metodo sempre più popolare

Ora che sta crescendo l’attenzione alle cure naturali, anche la riflessologia viene utilizzata da un numero sempre maggiore di persone e di sportivi di fama internazionale.

Dobbiamo sapere, infatti, che il piede rappresenta un microcosmo del corpo.

Tutte le parti, dell’organismo dalle ghiandole alle articolazioni, dai muscoli agli organi interni, sono presenti sul piede e disposti in modo simile a ogni singola sede del corpo umano.

Non è difficile arrivare a una conclusione: i nostri piedi rivestono un ruolo fondamentale nel raggiungimento di ogni singolo risultato sportivo, oltre che nel benessere di tutti noi.

La reflessologia ci insegna che fra gli organi del corpo circola un’energia vitale che permea ogni cellula e ogni tessuto. Se tale energia rimane bloccata per molto tempo, ne farà le spese la parte del corpo interessata da questo blocco.

Grazie al mondo della rete e a tutti quei ricercatori che hanno dedicato e dedicano il loro tempo per spiegare alla scienza medica il motivo per il quale la reflessologia plantare funziona, possiamo serenamente dire che, mediante la digitopressione eseguita dal terapista, si provoca un dolore a livello della zona trattata, che a sua volta produce un aumento della pressione termica della zona stessa portando così a un aumento della pressione sanguigna.

Pertanto, grazie alla fluttuazione dei liquidi, si eliminano le sostanze dannose, come l’anidride carbonica. La stimolazione nervosa si basa sulla relazione fra le terminazioni dei nervi presenti nelle zone riflesse e il punto in cui è presente il dolore.

Le proprietà della riflessologia Plantare

La reflessologia ha 3 proprietà: terapeutica, preventiva, diagnostica.

Principalmente riduce lo stress e la tensione, migliora il flusso sanguigno, facilita lo sbloccarsi degli impulsi nervosi e aiuta la natura a normalizzarsi ricreando l’omeostasi, ovvero uno stato di equilibrio e armonia che riporta il sistema in equilibrio.

Proprietà diagnostica

Essendoci una stretta correlazione tra gli organi e le varie zone del piede, il terapeuta, attraverso la digito pressione e la fisiognomica del piede, è in grado di individuare le aree del corpo in cui si sono verificati gli squilibri e le infiammazioni.

Riesce, in pratica, a capire dove si sono accumulate le sostanze tossiche.

Proprietà terapeutica

L’effetto principale è la riduzione dello stress (abbassamento dei livelli di cortisolo), da cui conseguono una riduzione della tensione muscolare e celebrale, un miglioramento del flusso sanguigno e una facilitazione della progressione dell’impulso nervoso laddove sia bloccato.

Ribadendo che non può danneggiare alcun sistema, essa semplicemente lo riporta in equilibrio, senza tirare in ballo nulla di magico o mistico nel benessere relegato a una seduta di digitopressione plantare.

Proprietà preventiva

Secondo alcune scuole di pensiero il piede è da considerare un secondo cuore. Sappiamo che la circolazione sanguigna è costituita da una circolazione arteriosa (sangue ricco di ossigeno che parte dal cuore e viene pompato verso il basso) che si dirige verso tutti gli organi e distretti del

corpo e una venosa (ricca di anidride carbonica che si muove in senso opposto dal basso all’alto) che recupera ed elimina tutte le scorie.

L’azione di pressione e depressione determinata dalla digitopressione, aiuta il ritorno del sangue verso il cuore, provocando un aumento dell’impulso venoso. Quest’ultimo passaggio avviene contro la forza di gravità, grazie alla pompa venosa (il nostro secondo cuore) posta al centro del nostro piede.

Menu